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IL PROCESSO DELLA RAPPRESENTAZIONE SIMBOLICA

Ho provato a guardare queste fotografie stando fermo ai margini del foglio per resistere al rapimento fisico. Niente da fare. Queste immagini ti catturano nel profondo. E’ un precipizio di consapevolezza. Queste fotografie sono poesie per gli occhi e graffi al cuore. Camminano sulle linee di un dialogo complesso che si muove tra differenti forme di espressione artistica. Non c’è un vero centro dell’azione. La produzione fotografica di Rosfer & Shaokun è al pari di una dichiarazione epocale e partecipa alla formulazione di un rinnovato vocabolario visivo, capace di costruire un contesto nuovo. E’ una dirompente lettura del nuovo colosso dell’economia mondiale: la Cina di oggi. La Cina contemporanea, quel Paese che fa capire con un gesto che cosa è gradito e che cosa no. A guidare il percorso, le pose di un soggetto privilegiato: il corpo femminile. Una metafora utile a stabilire un fil rouge con la storia di un continente che, sulla condizione della donna e del suo riconoscimento sociale, ha suscitato scalpori e accesi dibattiti internazionali.
La forza di queste immagini risiede in quella logica estetica che fa della fotografia un’espressione chirurgica in grado di entrare tra le pieghe più nascoste dei sentimenti e, allo stesso tempo, di definire i tratti essenziali della bellezza.
In queste fotografie ho trovato l’essenza vergognosa e urlata e immobile, a volte ignobile, dello specchio di una nazione che fatica a ritrovare sé stessa. Un Paese raccontato attraverso i gesti semplici ed essenziali di una giovane donna pronta a svelare, dal suo interno, i segreti e le amarezze più profonde di più di una generazione sottomessa al silenzio.
Alla base di questo progetto c’è la definizione di un punto di vista, che qui assume il sapore amaro e indelebile della denuncia. La presenza della stessa Shaokun nell’inquadratura presuppone una distinzione tra ciò che viene ritratto e il processo critico che induce alla rappresentazione stessa. Il resto lo fa la visione complice e serena dei due artisti, che di per sé segna un punto di non ritorno verso i valori della democrazia, che diviene priorità necessaria.
La visione fotografica spiccatamente occidentale di Ruggero Rosfer diventa gesto cavalleresco, quasi d’altri tempi e per questo affascinante. Il suo intervento visivo si sposa con l’immaginario artistico di Shaokun e la critica dei controversi aspetti socio-culturali della nuova Cina diventa finalmente performance e messa in scena.
Nelle diverse serie l’elemento simbolico si espande con parsimonia, ma gioca un ruolo fondamentale, pronto a coinvolgere il linguaggio della comunicazione occidentale e la tradizione figurativa orientale.
In ‘FACE-OFF I/II/III’ i sinuosi lineamenti di Shaokun sono sfregiati dai frantumi di una maschera, mentre il disegno dell’home page di FaceBook si sfalda sul suo corpo e sul suo viso. La metafora affiora nei gesti di una donna-Cina che volontariamente si spoglia di un abito sociale e culturale che rifiuta, interrompendo le rotte di comunicazione con un mondo in cui i social networks dominano la sfera dei rapporti e la circolazione delle idee. Le tre fotografie conducono a una lettura su più livelli, in una miscela di parole e immagini, attraverso codici e significati densi e complessi. Le parole sul volto di Shaokun “Welcome to Facebook” superano lo stretto valore testuale e s’inseriscono in una struttura semantica che ha legami con il corpo di donna orientale, con il continente cinese e il suo rapporto con la libertà di espressione e comunicazione.
Lo stesso sviluppo economico e industriale della Cina viene filtrato dal fenomeno della mercificazione del suolo pubblico, messo al servizio di una pianificazione urbanistica che agisce senza criterio con sfratti e demolizioni indiscriminati. Ed ecco entrare in scena “NO LAND I/II’, una sequenza che recupera il legame con la terra e le radici della cultura cinese, trascurati dall’azione governativa. Shaokun appare sepolta da una montagna di riso nero: i ricordi della sua infanzia e delle sue origini le cadono addosso come i resti di quei palazzi demoliti, come i pezzi di quelle terre espropriate nell’ideale della metropoli diffusa. Nell’ininterrotto richiamo del presente ai simboli del passato e della tradizione, i due artisti scelgono i caratteri cinesi per esprimere orrore e disaccordo di fronte alle armi e al potere politico. Sul viso di Shaokun questo orrore è dipinto di rosso e di blu, mentre i suoi occhi chiusi si fanno significante collettivo di un’amarezza profonda e struggente.
Nella serie “NO LAND IV’, la fotografia si fa incisiva e fortemente comunicativa, grazie alla personificazione simbolica dell’idea. Il partito cinese, rappresentato dalla bandiera rossa, è il volto di Shaokun che sprofonda in un mare rosso di sabbia, mentre i quattro ceti sociali diventano quattro Barbies acefale, lontane ormai da ogni interesse e dinamica di potere. L’elemento umano, così come i richiami al mondo orientale da un lato e al consumismo dall’altro, pongono quest’opera al limite tra performance artistica e manifesto ideologico. Qui la fotografia viene impiegata come lo strumento di comunicazione più efficace, in quanto capace di assorbire differenti forme espressive.
I limiti di una Cina contemporanea, che diffonde slogan come ‘Villaggio globale’,vengono così svelati attraverso il confronto critico tra simboli di passato e di presente, di oriente ed occidente.
In quest’ottica di ricerca e analisi semantica, la cultura figurativa cinese diventa la fonte prediletta dei due artisti, quello spazio mentale dove le trasformazioni in atto rivelano l’insormontabile divario temporale.
“87 NEW CHINESE ANGELS I/II’ rappresenta l’opera che per eccellenza interpreta tale approccio figurativo, che nella storia trova l’ispirazione più pura.
Ecco allora che un dipinto realizzato durante la dinastia Tang, sotto la quale la Cina conobbe un momento di grande sviluppo e fioritura artistica, si fa simbolo moderno di una rinascita e di un risveglio culturale, possibili solo nel dialogo costruttivo con il passato e la sua saggezza.
L’immaginario artistico di Rosfer e Shaokun prende le mosse da una realtà complessa e articolata che, oltre i limiti del tempo e dello spazio, trova nella fotografia la dimensione simbolica per la sua rappresentazione.
Ogni inquadratura racchiude le infinite modalità di guardare il mondo che i due artisti pongono alla base della loro creazione e il tutto appare avvolto nel vortice di una singolarissima complicità.
Una fotografia realizzata oggi per testimoniare e che varrà domani per non dimenticare.
Denis Curti
Dicembre 2010.



THE PROCESS OF SYMBOLIC REPRESENTATION

I did try looking at these photographs standing still more to the side of the sheet rather than in front of it to withstand physical rapture. It didn’t work. These images capture your very inner core. It is a precipice of awareness. They are poems for the eye and scratches to the heart. They walk on the lines of a complex dialogue that moves amongst different forms of artistic expression. There is no real center of action. Rosfer & Shaokun’s photographic production is like a landmark statement and participates in the formulation of a renewed visual vocabulary, capable of building a new context. It's a powerful description of the new giant of world economy: China as we know it today. Contemporary China, a country that today can dictate what is acceptable and what is not with a single gesture. The collection of images is centered on a privileged subject: the female body. A useful metaphor to recall the history of a continent which has caused strong reactions and debate on woman’s condition and social status.

The strength of these images lies in the aesthetic logic that makes photography a surgical expression capable of penetrating the most hidden feelings and, at the same time, defining the essential characteristics of beauty.

These photographs have shown me the shameful, immobile, sometimes ignoble, and blatant situation of a nation struggling to find itself. A country told through the simple and basic gestures of a young woman ready to unveil the inner secrets and deepest bitterness of a generation subdued to silence.

The basis of this project is to establish a point of view, which here takes the bitter and indelible taste of a public denunciation. The presence of the same Shaokun in the frame requires a distinction between what is portrayed and the critical process that leads to the representation itself. The rest is done through the abetting and peaceful vision of the two artists, which in itself marks a point of no return towards the values of democracy, now a necessary priority.

Ruggero Rosfer’s distinctly western photographic vision becomes a chivalrous gesture, almost belonging to another time, and therefore fascinating. His visual work gracefully combines with Shaokun’s artistic imaginary world, eventually enabling criticism of controversial socio-cultural aspects of new China to speak up and go on stage.

In the different series, the symbolic element expands thriftly, yet plays a key role, ready to involve western communication language and eastern figurative tradition.

"FACE-OFF I/II/III" show the sinuous outlines of Shaokun scarred by the fragments of a mask, while Facebook’s homepage flakes off her body and face. The metaphor emerges through the gestures of a woman-China that voluntarily divests of a social and cultural dress she refuses, interrupting the routes of communication with a world in which social networks dominate relationships and ideas. The three photographs lead to multi-level reading, in a blend of words and images, through dense and complex codes and meanings. The words "Welcome to Facebook" on Shaokun’s face reach beyond the mere textual value and are included in a semantic structure bearing connections with the oriental woman's body, with the Chinese continent and its relationship with freedom of expression and communication.

The same economic and industrial development of China is filtered by the phenomenon of public space commodification, placed at the service of town planning that acts with no criteria through indiscriminate evictions and demolitions. Then, it’s time for "NO LAND I/II" to come on stage', a sequence which restores the link with the land and the roots of Chinese culture, neglected by the government. Shaokun appears buried under a mountain of black rice: the memories of her childhood and origins fall on her as the remains of those demolished buildings, like the pieces of land expropriated to provide room for increasingly larger cities. Through the present continuously recalling symbols of the past and tradition, the two artists choose Chinese characters to express horror and disagreement in the face of weapons and political power. On Shaokun’s face, horror is painted red and blue, while her eyes closed signify deep and harrowing bitterness.

In the "NO LAND IV" series, photography turns more incisive and strongly communicative, thanks to the symbolic personification of idea. The Chinese party, represented by a red flag, is Shaokun’s face sinking in a sea of red sand, while the four social classes become four headless Barbies, no longer involved in whatever interest or power dynamics. The human element, as well as references to the east on the one hand and to consumerism on the other, place this work on the boundary between being an artistic performance and an ideological manifesto. Here, photography is used as the most effective communication tool, since it allows to absorb different forms of expression.

The limits of contemporary China, spreading slogans like 'global village', are unveiled through the critical comparison between symbols of the past and today, the east and the west.

In such terms of semantic research and analysis, Chinese figurative culture becomes the preferred source for the two artists, the mental space where the ongoing changes reveal the insurmountable gap in time.
"87 NEW CHINESE ANGELS I/II"is the work that interprets par excellence such figurative approach, which finds its purest inspiration in history.

Consequently, a painting created during the Tang dynasty, under which China experienced a period of thriving artistic development, becomes a modern symbol of cultural rebirth and reawakening, which are possible only through constructive dialogue with the past and the wisdom it bears.

Rosfer and Shaokun’s artistic imaginary world stems from a complex and articulated reality which, beyond the limits of time and space, finds the symbolic dimension for her portrayal in photography.

Each shot contains the infinite ways of looking at the world that the two artists put at the basis of their creation, and everything seems wrapped up in the vortex of a very peculiar complicity.

A photograph created today to bear witness and essential tomorrow to not forget.

Denis Curti
December 2010.



VISIONI PER INCISO

Rosfer e Shaokun sono complici e meditano sul potere. La loro riflessione si riferisce al contesto della Cina contemporanea, di cui offrono uno spaccato attraverso opere sintetiche, schematiche e incredibilmente aperte verso i grandi temi della contemporaneità. I loro lavori, infatti, condensano in singole immagini tecniche differenti, fotografiche e pittoriche, e raccontano una realtà complessa attraverso un’articolazione simbolica molto ricca benché concentrata nello spazio dell’inquadratura.
La coppia di artisti non cerca scorciatoie linguistiche, oltrepassa tutte le definizioni di genere fotografico e si distingue per la quantità umana presente in ogni singolo scatto, in ogni preciso segno grafico.
Il ragionamento progettuale si distingue per la lucidità compositiva. C’è un estetica di riferimento che sfugge di continuo: imprendibile e in questo senso unica.
La figura della donna è sempre al centro dell’indagine. In "Bureaucratic Beauty", una coppia di trittici, questa è dapprima vestita con abiti tradizionali, poi indossa collarino e orecchie tipiche delle celebri testimonial di Playboy. Qui si parla di omologazione, determinata dall’adesione ai codici tradizionali, un tempo, e al modello americano, oggi. In entrambi i casi è il volto della protagonista a garantire una via d’uscita: le sue smorfie sono l’iperbole dell’individualità ed esprimono l’urgenza della distinzione. Shaokun sta di fronte all’obiettivo e allo stesso tempo è attore principale del processo creativo: la forza di queste opere, allora, sta nell’essere strumenti di un effettivo processo di emancipazione e non soltanto un suo riflesso o un suo racconto. Sono vive, incisive, gettate sulla scena dell’arte così come nel teatro sociale e politico.
Nelle altre serie sono sviluppati argomenti simili: "1980, My World I-II" esprime il senso d’inadeguatezza di un’intera generazione di cinesi bruscamente calata in un nuovo sistema di valori modellato sullo schema occidentale.Nella serie "Smoking Lady,Parfume Lady e Dancing Ladies" utlizza provocatoriamente il linguaggio pubblicitario per la definizione di prototipi identitari, mentre "Postcode Lady" approfondisce attraverso una coppia di immagini la questione della censura: nella prima un corpo femminile rimane parzialmente inscritto nel riquadro di un francobollo (lo Stato), correndo il rischio di essere presto coperto e annullato; la seconda mostra lo stesso soggetto sovrascritto dalla sua stessa firma. E’ la dichiarazione di un’individualità. La firma, si sa, attesta una e una sola identità. E’ strettamente personale. Si appone sui documenti, come lo sono queste opere, insieme visioni soggettive e attestati inconfutabili di un contesto in costante, rapido mutamento, il quale rimane l’unica certezza al di là di ogni giudizio di valore.
A chiudere il percorso espositivo, altre tre immagini intitolate "Slogan I-II-III"..
La prima si riferisce al Capodanno Cinese ed è la sintesi perfetta di un pensiero ricorrente, quasi ossessivo, nei confronti della comunicazione ufficiale che sembra non stancarsi mai di suggerire la ‘giusta via’ da seguire nella vita quotidiana.La seconda riflette sulle promesse mancate. Agli impegni dichiarati che poi vengono regalmente smentiti. La terza punta il dito sul tema della discriminazione nei confronti di tutti i cinesi nati fuori dalla giurisdizione pechinese.

Denis Curti
Novembre 2008



ENGRAVING VISIONS

Rosfer and Shaokun are abetters and meditate on power. Their reasoning relates to the context of contemporary China, which they offer a glimpse of through works that are synthetic, schematic and surprisingly open to the great themes of contemporary life. Their works, in fact, condense different techniques - photography and painting - into single images, and tell about a complex reality through a very rich symbolic articulation, though concentrated in the space of a frame.

The two artists do not seek communication shortcuts, they transcend all photographic genre definitions and stand out for the human quantity seen in every single shot, in every graphical symbol.

Project designing stands out for its clarity of composition. You have the feeling there is an underlying aesthetical reference, yet it seems to be escaping all the time: elusive and, in this sense, unique.

The woman figure is always at the center of the investigation. In "Bureaucratic Beauty", a pair of triptychs, a woman is first dressed in traditional clothing, then wears the typical Playboy bunny neck and ear pieces worn by playmates appearing in the magazine. It’s about homologation, driven by the need to adhere to traditional codes, as in the old times, and to a western, American model, as required today. In both cases, the protagonist’s face provides a way out: her grimaces are the hyperbole of individuality and express the urgency for distinction. Shaokun is in front of the camera, yet plays a main role in the creative process at the same time. Hence, the power of these works lies in the fact they are instruments enabling a genuine process of emancipation and are not merely a reflection or an account of it. They are alive, incisive, thrown on the art scene, as well as in the social and political arena.

Similar topics are developed in the other series: "1980, My World I-II" tells about the sense of inadequacy of an entire generation of Chinese people abruptly thrown into a new system of values shaped according to the Western world. The "Smoking Lady, Parfume Lady and Dancing Ladies" series provocatively uses advertising language to define identity prototypes, while "Postcode Lady"dwells into censorship through a pair of images: the first image shows a female body partially inscribed in the frame of a postage stamp (the State), exposed to the risk of being covered and annulled sooner or later, while the second image shows the same subject overwritten by her own signature. It is a statement of individuality. As known, a signature reflects a unique identity, it is strictly personal, it is applied to documents, such as these works, which at the same time are subjective views and compelling evidence of a constantly and rapidly changing context, which remains the only certainty beyond any judgment of value.

Other three images close the Engraving Visions collection: "Slogan I-II-III".
The first refers to the Chinese New Year and is the perfect synthesis of a recurring thought, almost obsessive, on the official communication that seems to never tire of suggesting the 'right way' to follow in conducting one’s daily life. The second deals with unfulfilled promises, commitments that are declared and then are regally denied all the time. The third points the finger to the discrimination against all Chinese born outside the Beijing jurisdiction.

Denis Curti
November 2008



SHAOKUN BIOGRAFIA

Shaokun è nata a Baoding nel 1980, (Hebei) Cina
Nel 2005 si diploma in pittura tradizionale cinese ad inchiostro, presso l’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino.
Dal 2005 lavora come artista.Shaokun utilizza gli ‘strumenti’ della performance,della pittura,del video e della fotografia per esprimere i suoi più profondi sentimenti,spesso interrogandosi e interrogando il mondo sul senso della vita e di un’esistenza senza amore verso il prossimo.
Dal 2008 collabora con la galleria FabbricaEos di Milano,partecipando anche a fiere internazionali con la galleria Projecto arte di Madrid e la ME Photo Art Gallery di Pechino.
Vive e lavora a Pechino.


SHAOKUN BIOGRAPHY

Shaokun born in Baoding in the 1980, (Hebei) China
In 2005 she get the artistic high school qualification in chinese traditional ink paiting at the Central Academy of Fine Arts,Beijing.
From 2005 she work as artist.Performance ,painting,video and photography are all ‘toys’ she use to express her deeper feelings and she often ‘make’ by them, questions to herself and to the world about the meaning of a life without love and human care .
From 2008 Shaokun show her work with FabbricaEos gallery in Milan and in International art fairs,also with Projecto arte gallery,Madrid and ME Photo Art Gallery of Beijing.
Shaokun live and work in Beijing.



MOSTRE:

2008 - Ottobre ArteVerona- FabbricaEos, Milano
- Novembre Personale "Visioni per Inciso" - Fabbrica Eos, Milano
2009 - January Performance "Blind area", Beijing
- Aprile MiArt, Milan
- Settembre ArteVerona - FabbricaEos, Milano
- Ottobre Step09, Milano
- Novembre ArteLisboa - AranaPoveda, Madrid
2010 - Gennaio Performance "Sacrifice Arts of China" - Nuandong, Pechino
- Gennaio Performance "Funeral" - Heiqiao studio, Pechino
- Febbraio Bruxelles Artfair - AranaPoveda, Madrid
- Marzo MiArt, Milan
- Aprile Collettiva Milano Food week - Visionaire, Milano
- Giugno MadridPhoto - AranaPoveda, Madrid
- Giugno Personale "Visioni per Inciso" - AranaPoveda, Madrid
- Ottobre ArtVerona - FabbricaEos, Milano
2011 - Gennaio ArtFair Los Angeles con ME Photo art gallery
- Gennaio "Visioni per Inciso" Teatro Selve, Vigone (Torino)
- Gennaio Personale "Face-off No land" - FabbricaEos, Milano
- Marzo Collettiva con Galerie208 Chicheportiche, Parigi
- Aprile Personale "Face-off No Land" - ME Photo Art Gallery, Pechino
- Maggio MadridPhoto - AranaPoveda,Madrid


EXHIBITIONS:

2008 - October ArtVerona with FabbricaEos, Milan.
- Novembre Solo exhibition "Visioni per Inciso" at Fabbrica Eos gallery, Milan
2009 - January Performance ‘Blind area’, Beijing
- April MiArt, Milan
- September Art Verona, Milan
- October Art Fair Step09, Milan
- November ArteLisboa - AranaPoveda, Madrid
2010 - January Performance "Sacrifice Arts of China" - Nuandong, Beijing
- January Performance "Funeral" - Heiqiao studio, Beijing
- February Bruxelles Artfair - AranaPoveda, Madrid
- March MiArt, Milan
- April Group exhibition Milan Food week - Visionaire, Milan
- June Solo exhibition - Aranapoveda Gallery, Madrid
- June MadridPhoto, Aranapoveda Gallery, Madrid
- October ArtVerona,Milan
2011 - Genuary ArtFair Los Angeles con ME Photo art gallery
- Genuary "Visioni per Inciso" at Teatro Selve, Vigone, Turin
- Gennaio Solo exhibition "Face-off No land" - FabbricaEos gallery, Milan
- March Group exhibition at Galerie208 Chiecheportiche, Paris
- April Solo exhibition "Face-off No land" - ME Photo art gallery, Beijing



RUGGERO ROSFER BIOGRAFIA

Ruggero Rosfer è nato a Milano nel 1969.
Dopo il diploma di maturità artistica, frequenta Architettura al Politecnico di Milano.
Si trasferisce a Londra nel 1996 dove inizia la carriera di fotografo di moda.
Nel 2005 è chiamato come fotografo di scena sul set ‘Il Mercante di Venezia’con Al Pacino.
Dal 2005 al 2008 vive e lavora a Pechino, dove realizza anche un reportage su gli atleti che partecipano alle Olimpiadi di Pechino 2009.
Nel 2006 inizia la collaborazione con l’artista Shaokun al progetto ‘Visioni per Inciso’.
Nel 2008 Rosfer fotografa la campagna sociale di‘Telefono Donna’, immagine che viene censurata e diventa l’opera ‘Senza parole’.
Dal 2008 espone le sue opere presso la galleria FabbricaEos di Milano e in fiere d’arte nazionali e internazionali, in particolare con la galleria Arana Povera di Madrid e la ME Photo Art Gallery di Pechino. Vive e lavora a Milano.


BIOGRAPHY

Ruggero Rosfer born in Milano in 1969.
After the artistic high school qualification,he study architecture at Politecnico of Milan.
He move to live in London in the ’96,where he start his career as fashion photographer.
In 2005 he work as still-photographer on the movie-set ‘The Merchant of Venice’with Al Pacino.
From 2005 to 2008 he live and work in Beijing,where he realize also a reportage on the chinese athletes of Olimpic games of Beijing 2009.
In the 2006 he start the collaboration with the artist Shaokun at the art project ‘Visioni per Inciso’.
During the 2008, Rosfer to photograph the social campaing of ‘Telefono Donna’, the image is censured and it became the art work ‘Senza parole’.
From 2008 he show his work with FabbricaEos gallery in Milan and in national and international art fairs,in particular with Arana Poveda gallery of Madrid and ME Photo Art Gallery of Beijing.
He live and work in Milan.



MOSTRE:

2008 - Gennaio Collettiva - galleria Art Channel di Pechino
- Ottobre ArteVerona - FabbricaEos, Milano
- Novembre Personale "Visioni per Inciso" - Fabbrica Eos, Milano
2009 - Aprile MiArt, Milan
- Settembre ArteVerona - FabbricaEos, Milano
- Ottobre Step09, Milano
- Novembre ArteLisboa - AranaPoveda, Madrid
2010 - Febbraio Bruxelles Artfair - AranaPoveda, Madrid
- Marzo MiArt, Milan
- Marzo Collettiva ‘Terzo Rinascimento’ a Palazzo Ducale(Urbino)- Famiglia Margini gallery
- Aprile ‘Sushe’, Salone del Mobile, Milano
- Aprile Collettiva Milano Food week - Visionaire, Milano
- Giugno Personale‘Visioni per Inciso’ - AranaPoveda, Madrid
Collettiva ‘Terzo Rinascimento’ Castello Normanno,
Aci Castello - Famiglia Margini, Milano
- Giugno Personale "Visioni per Inciso" - AranaPoveda, Madrid
- Ottobre ArtVerona - FabbricaEos, Milano
2011 - Gennaio ArtFair Los Angeles con ME Photo Art gallery di Pechino
- Gennaio "Visioni per Inciso" Teatro Selve, Vigone
- Gennaio Personale "Face-off No land" - FabbricaEos, Milano
- Marzo Collettiva con Galerie208 Chicheportiche, Parigi
- Aprile Personale "Face-off No Land"- ME Photo Art Gallery, Pechino
- Maggio MadridPhoto - AranaPoveda, Madrid



EXHIBITIONS:

2008 - January Group exhibition at Art Channel gallery in Beijing.
- October ArtVerona with FabbricaEos, Milan.
- Novembre "Visioni per Inciso" at Fabbrica Eos gallery, Milan
2009 - April MiArt, Milan
- September Art Verona with FabbricaEos, Milan.
- October Art Fair Step09, Milan
- November ArteLisboa - AranaPoveda gallery, Madrid
2010 - February Bruxelles Artfair - AranaPoveda, Madrid
- March MiArt, Milan
- March Group exhibition ‘Terzo Rinascimento’ at Palazzo Ducale,Urbino
Famiglia Margini gallery
- April Art project ‘Sushe’, Forniture-off Salon, Milan
- April Group exhibition Milan Food week - Visionaire, Milan
- June Solo exhibition - Aranapoveda Gallery, Madrid
- June MadridPhoto - AranaPoveda gallery, Madrid
Group exhibition ‘Terzo Rinascimento’ at Castello Normanno,
Aci Castello - Famiglia Margini gallery
- October ArtVerona with FabbricaEos, Milan
2011 - January ArtFair Los Angeles - ME Photo art gallery, Beijing
- January "Visioni per Inciso" at Teatro Selve, Vigone, Turin
- January "Face-off No land" - FabbricaEos gallery, Milan
- March Group exhibition at Galerie208 Chicheportiche, Paris
- April " Face-off No Land" - ME Photo Art Gallery, Beijing
- May MadridPhoto - AranaPoveda Gallery, Madrid



Per contatti / For contacs:

www.fabbricaeos.it